Chi rompe paga

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L’anno che si è appena chiuso non è sicuramente uno di quelli che rimarrà nel mio cassetto dei ricordi piacevoli. Tante cose ho visto andare male e alcune vicende personali non mi hanno fatto stare bene.

Come tanti, senza un reale motivo logico, ripongo nell’inizio di un nuovo anno la simbolica speranza che le cose possano migliorare e che si prospettino 365 giorni migliori di quelli appena trascorsi.

Quasi a voler confermare questa assenza di logica, le ultime settimane sono state per me una vera e propria epifania: ho incontrato -sarebbe meglio dire scoperto- persone “vecchie” e nuove che mi hanno fatto sperimentare emozioni positive, persone che credevo di conoscere bene mi hanno deluso profondamente, capitoli della mia vita si sono chiusi e sulle pagine bianche hanno cominciato ad apparire nuovi caratteri.

Mi piace perciò pensare, come ci insegnano i giapponesi con la tecnica del kintsugi, che le nuove esperienze ed emozioni siano l’oro che sigilla le crepe tra le delusioni e i fallimenti della mia vita. E i cocci sono tutti miei.

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