Siccome non avevo niente da fare

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Nelle ultime settimane numerosi impegni hanno assorbito totalmente le mie energie, perché ho voluto dedicare tanta parte del mio tempo alla mia città, come se fosse una persona cara in difficoltà. L’ho incontrata, le ho parlato, ma l’ho anche biasimata, le ho fatto notare i suoi sbagli.

Ogni giorno ho cercato di leggere nei suoi pensieri, quelli ottimisti e quelli meno, e ho provato anche a confrontarmi con altre persone per comprendere il suo modo di agire e ragionare, sforzandomi di capire meglio cosa ci vuole dire. Non sempre ci sono riuscita, ma spero comunque di averle dato almeno dei buoni consigli.

Questa sera, esausta, sono rientrata a casa, mi sono seduta, e un attimo dopo mi sono resa conto che non avevo nulla da fare. Nulla. Una sensazione di vuoto mi ha assalito ed ho fatto uno sforzo considerevole per levarmela dalle spalle.

Se devo trovare almeno una ragione per la quale tutto ciò che faccio ha e continuerà ad avere senso anche domani, è l’idea che la città è un organismo vivente che ha linee di crescenza da proteggere perché diventino ossa forti e dritte.

Siccome stasera non avevo niente da fare, ho pensato che domani ricomincio.

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